Un medico italiano
in Australia

Com'é la vita di un medico italiano in Australia? E' difficile trovare lavoro?
Lo abbiamo chiesto a Sonia, medico torinese over 40,
trasferita a Perth sei mesi fa dopo aver conseguito la certificazione IELTS.

 

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Ciao Sonia, grazie per questa intervista. Che tipo di specializzazione hai come medico?

Ciao a tutti! Sono una geriatra di Torino. Lavoravo nella sanità privata convenzionata.  



Come mai hai deciso di andare in Australia? Come mai proprio nella città di Perth? 


Ho due bimbe piccole (3 e 6 anni) e per dare un futuro a loro ho deciso di rivoluzionare la mia vita.

Ho scelto l’Australia perché è un paese in crescita economica, multiculturale, che offre molte possibilità e climaticamente migliore rispetto all’Inghilterra, un altro paese molto gettonato dai medici. Nello specifico Perth perché è uno dei posti con la qualità di vita migliore in Australia, una città per famiglie.

Per questo motivo già in Italia ho iniziato a studiare per l’IELTS, il primo step per l’ottenimento del visto qui in Australia. 


Come avviene la procedura di riconoscimento di laurea e specializzazione? 


La procedura inizia con la “First Source Verification”: se l’università italiana di provenienza è nell’elenco IMED FAIMER dell’ AMC (Australian Medical Council), viene riconosciuta sia la laurea che la specializzazione. Per i torinesi non ci sono problemi, l’Università degli Studi di Torino (sede Molinette e San Luigi) è riconosciuta.  

Certamente riconoscono anche la specialità ma bisogna stare ben attenti a mandare i documenti perché ogni errore sono 125 dollari di multa! Un consiglio per i lettori medici: quando chiedono la “paper on the wall”, staccate la vostra bella pergamena dal muro, togliete la cornicetta, fotocopiate tutto, autenticate e spedite; non mandate certificati in carta da bollo perché anche se sono autenticati dall’università loro non li riconoscono. 

Verifica dei titoli a parte, bisogna scegliere quale percorso intraprendere, fra tre possibili: per chi si è laureato da meno di due anni, lo standard pathway e lo specialist pathway. Lo standard prevede che si ridia l’esame di stato ed è fatto da  due esami MCQ (teorico basato su medicina, chirurgia, psichiatria, ginecologia ed ostericia), 120 domande a computer in 3 ore e mezzo, pescate da un sistema che valuta la risposta precedente; se rispondi giusto aumenta la difficoltà, se sbagli la riduce. Costa 2500 dollari e si può fare in molte città in Europa, ma non ci sono sedi in Italia.  

Passato il primo esame MCQ, si può già cercare lavoro, ma bisogna poi anche dare il secondo. E’ un clinical basato su role play; generalmente si fa parecchi mesi dopo il primo, ma esistono posizioni lavorative (rare) dove  si viene valutati e dopo un anno viene dato un giudizio: se è positivo, si by-passa il clinical. 

Per lo specialist pathway, bisogna passare un esame/colloquio con una commissione di colleghi dove si deve dimostrare una PROFONDA conoscenza della materia (leggasi pelo e contropelo). La mia specialità in Italia era di 4 anni mentre qui dura 6 anni, quindi perché dovrebbero dare la comparabilità ad una persona che ha fatto un percorso universitario più breve di 2 anni rispetto al loro e in più ha il limite della lingua?

Ci tengo a precisare che questa è la mia esperienza e ognuno fa quello che ritiene opportuno, anche i chirughi non sono così agevolati perché negli ambienti anglosassoni fanno molti interventi da primo operatore sin dai primi anni. 


E’ difficile trovare un lavoro come medico? 


Sì, parecchio. Si compete con tutti, australiani compresi, ma se trovi lavoro, e hai passato l’esame IELTS da meno di due anni, puoi chiedere la registrazione temporanea all’APHRA (ordine dei medici australiano).

Per trovare lavoro bisogna fare degli observership, andare a colloquio con human resource officers e primari e sperare in bene, non voglio scoraggiare nessuno ma voglio che sia chiaro che è un percorso lungo e difficile e bisogna essere stramotivati. A quanto ne so, per i general pactitioner è più facile trovare delle posizioni in aree rurali. 


E per quanto riguarda l’esame IELTS?

Io ho passato l’esame con 7 ed ora sono allo step B. Dal 1 luglio però il Medical Board of Australia cambierà i requisiti per quanto riguarda la competenza linguistica e il punteggio IELTS.

Metto a disposizione il documento qui


Come vengono accolti in genere i medici italiani? 


Sono ben visti. Io ho mandato una mail al capo dipartimento di geriatria dell’ospedale più grande di Perth e dopo solo due mesi di attesa mi ha risposto, accettando di farmi fare un observership. Ma come ho già detto, trovare lavoro NON E’ FACILE!!! 


Viene fatta una formazione specifica per i medici immigrati? 


Non ci sono corsi di formazione specifica per medici immigrati, ma ci sono corsi di preparazione per i due esami, che però sono costosissimi e purtroppo non sono a Perth.  


Secondo te, come medico o infermiere è meglio il Regno Unito o l’Australia? 


Non so rispondere. Forse per i medici in UK è più semplice ma ci sono tante variabili. Ciò che posso dire ad un medico è che se si decide di iniziare quest’avventura, bisogna sapere che non è facile. Come ho già detto, bisogna essere ben motivati e con la giusta determinazione: con lo studio e un po’ di fortuna, ce la si può fare anche se è complicato. 

Riguardo gli infermieri, so che hanno le stesse richieste in termini di IELTS ma purtroppo non so altro. Le scolarship esistono ma bisogna farsele dare dal governo italiano o trovare un progetto di ricerca in un’univeristà in Australia dove siano disposti a dare una sponsorizzazione. 

Ciao a tutti i vostri studenti IELTS!  

Sonia




L'Associazione IELTS PRIVATE TUTORING ringrazia Sonia per aver rilasciato questa intervista.

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