Trovare un lavoro qualificato
 in Australia:
 é possibile?

Francesco, 34 anni, tecnico informatico di Milano, sostiene l'esame IELTS 
e parte per l'Australia per allargare le sue competenze.
Leggi la sua esperienza a Perth, Australia, quattro anni dopo la sua partenza.

Esame IELTS Australia

 

Ciao Francesco, ti ha spinto a lasciare il Bel Paese nonostante le prospettive di carriera a Milano?

Era dicembre del lontano 2009, lavoravo a Milano da 7 anni dopo la laurea in informatica e avevo l’impressione mi mancasse qualcosa. Avevo una bella posizione lavorativa, con tante responsabilità ed ero stimato dai miei capi e colleghi e dai clienti, eppure non ero soddisfatto di come procedeva il lavoro. Il mio sogno era di lavorare su grandi progetti enterprise, in ambienti competitivi dove vieni valorizzato al meglio, e invece il mercato del lavoro a Milano cominciava a essere un po' in crisi, poco budget, pochi progetti interessanti…

Così inizio a valutare un esperienza all’estero. Inghilterra o Irlanda erano paesi competitivi in IT, ma fa troppo freddo e inoltre quel lifestyle non fa per me. Guardandomi un po' in giro, (ri)scopro l’Australia, paese che ho sempre ammirato e che scopro in IT essere molto buono, così ho iniziato a organizzarmi.

Ho annunciato al mio boss le mie intenzioni, ho dato l’IELTS sapendo che in futuro mi sarebbe servito e alla fine del 2010 sono partito per Perth. Oramai sono 3 anni e mezzo che sono qui.


Hai trovato in fretta un lavoro nel settore oppure sei stato costretto, come tanti, a fare il cameriere o a lavorare nelle farm? 

Ho trovato lavoro dopo circa un mese e mezzo. Quando sono arrivato in Australia avevo una buona dose di esperienza lavorativa, ma visto lavorativo e conoscenza della lingua non mi rendevano un soggetto veramente appetibile, da qui la decisione di frequentare un corso di inglese mentre cercavo lavoro, corso che ho interrotto dopo aver ricevuto l’offerta da parte di un'azienda IT.


Raccontaci del tuo primo periodo a Perth. Quali sono state le maggiori difficoltà?

Il primo periodo e’ stato scioccante. Direi la lingua e’ stato il principale problema, i primi 2 mesi non capivo una parola, mi sembravano tutti alieni, l’accento australiano e’ abbastanza difficile da capire e se non sei abituato fai molta fatica.

Per il resto c’e’ il culture shock. 

Alcune abitudini a Perth sono molto diverse da quelle italiane ed europee. Tutto inizia prima e finisce prima, e’ come vivere in un fuso orario di 2 ore sui ritmi italiani. Per esempio i negozi in generale chiudono tutti alle 5 di pomeriggio, la gente cena alle 6 e quindi verso quell’ora si fa fatica a vedere persone in giro.

Perth e’ una città molto estesa, con bassa densità di popolazione, ci sono molti quartieri residenziali, tranquilli ma con poca vita. Non esistono piazze e vie con negozi e tutto quello che si cerca lo si trova negli shopping center. Passare da Milano a Perth e’ stata una bella differenza….

 

E’ difficile ambientarsi ad usi e costumi diversi?

Ci si abitua.. poi dipende sempre se i nuovi costumi e le nuove abitudini sono adatti alla tua personalità. 

Per quanto mi riguarda Perth e’ una città fantastica e l’Australia e proprio un bel paese. Non mi ci e’ voluto tantissimo per ambientarmi. Nessun luogo e’ perfetto, siamo noi che lo rendiamo tale attraverso le nostre aspettative e l’impegno che mettiamo nell’adattarci ad esso.

 

Quali sono le differenze tra la tua vita in Italia e quella in Australia?

L’Australia e’ un paese giovane con poca storia e pochi abitanti, ma proiettato verso il futuro. Ha avuto la fortuna di trovare un boom economico nel momento in cui altre nazioni stavano iniziando ad affrontare la crisi e questo le ha permesso di essere meta attrattiva per molte persone provenienti da tutto il mondo, rendendola un paese multi razziale e multi culturale.

Ovviamente non sono tutte rose e fiori, lungi da me dire che qui il razzismo e l’intolleranza non esistono, pero’ devo ammettere che l’apertura mentale degli anglosassoni e in particolare negli australiani, che all’immigrazione ci sono abituati, e’ maggiore rispetto a molti paesi europei, soprattutto l’Italia.

Anche il senso civico e’ diverso, le persone vedono la cosa pubblica come loro proprietà, non come proprietà di nessuno, e questo fa sì che le strutture pubbliche siano sempre ben mantenute e utilizzabili. I servizi in generale funzionano e la burocrazia e’ molto più snella, questo fa percepire la sensazione che le tasse si paghino per un motivo valido.

Le competenze sul lavoro sono molto riconosciute e ben retribuite, pero’ il mercato del lavoro e’ di conseguenza competitivo, questo lo rende sotto un certo punto di vista molto spietato. In Australia perdere il posto o essere licenziati e’ decisamente molto più facile che in Italia.

Dal punto di vista storico ha molto meno da offrire che l’Europa. Ci sono pochi monumenti e pochi musei, che fra le altre cose non sono molto forniti. Inoltre, la maggior parte della popolazione vive nelle 6 grandi città (Sydney, Melbourne, Brisbane, Perth, Adelaide, Canberra) che sono abbastanza isolate fra di loro, non e’ che sia molto facile decidere di andare a fare una gita culturale fuori porta..

Prendiamo ad esempio Perth: la città più vicina con almeno un milione di abitanti e’ Jakarta, a più di 1500 km di distanza, e città come Melbourne e Sydney sono distanti più di 3500 km! Quello che invece offre e’ una natura selvaggia, mozzafiato e a portata di mano. Pochi chilometri fuori dalla città e si e’ già nell’outback australiano. Certo, a volte può essere un po' pericoloso, ma visitarlo ne vale veramente la pena. 

Ultima parentesi il cibo, beh… secondo me lo standard in Australia e’ buono, i ristoranti offrono ottima scelta e anche i prodotti nei supermercati non sono male… Certo, molti prodotti tipici di eccellenza che l’Italia può offrire qui mancano o sono di qualità più scadente, ma tutto sommato non ci si può lamentare.

Sembrerà un'eresia… ma a me per esempio piace di più il vino australiano che quello Italiano… non parliamo della birra poi… non c’e’ paragone!

 

Che consiglio vuoi dare ai giovani della tua età?

Il mio consiglio personale e’ di provare un esperienza all’estero. Ti apre la mente e ti cambia per sempre, non e’ detto che ti piacerà ma almeno ti aprirà prospettive che prima non avevi.

E’ una scelta difficile e bisogna esserne convinti prima di farla, soprattutto inizialmente le difficoltà saranno parecchie e gli ostacoli potranno sembrare insuperabili, solo la convinzione e la forza di volontà permetteranno di riuscire nel progetto. Pero’… beh ne vale veramente la pena!

L’Australia e’ un paese bellissimo, che ti dà tante soddisfazioni e opportunità, e mentre passeggi di fianco all’oceano, in questo tardo autunno con 20 gradi pomeridiani, ti guardi indietro e puoi dire: “Ce l’ho fatta!”... ed e’ proprio una bella soddisfazione!

 

L'Associazione IELTS PRIVATE TUTORING ringrazia Francesco per aver rilasciato questa intervista.
In bocca al lupo per il tuo futuro!


Dal nostro archivio Dicono di Noi, dicembre 2011:
Così Francesco raccontava della sua esperienza con noi.

Ho seguito un corso Intensivo Individuale con Silvia, e devo ammettere che le impressioni che mi avevano portato a scegliere di affrontare questo corso con l'associazione, sono state ampiamente confermate. Dopo una prima fase, dove Silvia ha inquadrato i miei difetti e le mie lacune, abbiamo lavorato per evidenziare i miei punti di forza e nello stesso tempo abbiamo cercato di correggere i miei punti deboli o almeno di fare in modo che fossero più nascosti. La chiave del corso è la strategia per affrontare l'IELTS, su quella poi ho operato per mettere in evidenza le potenzialità che il mio livello di inglese mi metteva a disposizione. Sono convinto che non esiste la bacchetta magica, per ottenere i risultati bisogna mettere impegno e lavoro, ma senza l'aiuto di persone competenti, il rischio è di sprecare inutilmente tempo ed energie. Credo che l'approcio e il metodo di studio propostomi da Silvia siano stati fondamentali per ottenere un risultato (6,5) che sinceramente all'inizio credevo impensabile.

Francesco 
 

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