Emigrare in Australia
con la famiglia:
utopia o realtà?

... c'é chi ce l'ha fatta!

Intervista ad un nostro studente IELTS emigrato in Australia a 46 anni con moglie e figlia,
dopo aver superato con successo l'esame IELTS


 augusto e francesca

 

Augusto e Francesca, coppia torinese over 45, da un anno e mezzo sono residenti a Sydney con la piccola Asia di 9 anni.

Approfittando di una vacanza a Torino nell'aprile 2015, abbiamo indagato sulla loro nuova vita in Australia.


Ciao Augusto, grazie per essere venuto a trovarci! Ti va di raccontarci dei motivi che ti hanno convinto a lasciare l'Italia per l'Australia?

 

Ciao, piacere di rivederti! Il mio primo motivo è stato il non essere soddisfatto del mio posto di lavoro qui a Torino e di come venivo riconosciuto e trattato per le mie capacità. Un’altra motivazione è stata la volontà di dare un futuro migliore a mia figlia, vedendo qui le cose come stanno. Così ho deciso di provare a inviare una domanda e il risultato è stato superiore alle aspettative: sicuramente non mi aspettavo di spedire un cv dall’altra parte del mondo e di ricevere una risposta dopo 3 giorni!

 

A Torino facevo il meccanico di moto da 30 anni, specializzato nel marchio Harley Davidson da 7 anni, e avevo raggiunto la massima qualifica di specializzazione in quel determinato settore. Lavoravo in una concessionaria ufficiale ma non mi sentivo riconosciuto per le mie qualità ed esperienza. Quando ho chiesto un aumento, hanno avuto il coraggio di dirmi “Lì c’è la porta” e io li ho presi letteralmente… la porta aperta l’ho trovata in Australia, a Sydney, anche se i cv li ho mandati in tutta l’Australia e ho ricevuto risposta da tutti.  

A Torino hai lavorato per 30 anni. Che differenze hai notato a Sydney da questo punto di vista?

 

Con la facilità con cui ti assumono, se non dimostri continuamente di avere le capacità richieste ti lasciano a casa. Se sei uno che vali, lavori e ti premiano, ma devi dimostrarlo in continuazione, altrimenti ti mollano perché uno che vale lo trovano come niente.  

 

E poi ti invogliano proprio a dimostrare, come fanno con i bambini a scuola, e ti premiano. Io non ero abituato ad iniziare la mattina con un meeting con la direzione, in cui ti dicono “Bravi ragazzi, avete fatto un buon lavoro!” e a fine giornata arrivano e ti ringraziano per il lavoro che hai fatto! Per me è stato incredibile, per come ero abituato io in Italia in cui dai tanto e non gliene frega nulla a nessuno! Lì ti senti incoraggiato a dare, se hai un lavoro da finire lo finisci senza guardare l’orario, ma ti viene spontaneo, ti pagano lo straordinario e poi arrivano anche a ringraziarti!!! Qui ti prendono a pesci in faccia… 

Com'è la vita di un espatriato in Australia?

 

Felice di fare l’extracomunitario! Lo dico per scherzare, perché in realtà non mi sento affatto un estraneo, anzi: mi sento voluto bene, accettato, valorizzato… qui in Italia dopo 7 anni ho chiesto l’aumento e mi hanno mostrato la porta, a Sydney dopo tre mesi mi hanno dato il primo aumento di due dollari l’ora senza chiedere niente.. io non mi sentivo di avanzare richieste, dopo che mi hanno pagato il primo anno di scuola di mia figlia, il primo volo in Australia per andarli a conoscere, mille euro per il corso intensivo IELTS a Torino e infine il visto…  

Quali difficoltà di adattamento hai avuto?

Ho lasciato le scuole dopo un corso professionale, quindi il mio era un inglese delle medie. La prima difficoltà è stata la lingua. Una cosa è parlare con te che eri la mia tutor IELTS e parli un inglese pulito e raffinato, tutt’altra parlare con gente che parla male. E poi l’inglese della vita di tutti i giorni è un’altra cosa. Non ti trovi più ad adoperare tutti quei vocaboli ricercati che hai imparato, e quindi diventa tutto un re-imparare da zero. Certamente ti aiuta tanto sapere com’è fatta la frase, la posizione del soggetto e il tempo del verbo, ma poi i vocaboli cambiano nella vita di tutti i giorni. Quello è stato il mio primo vero “gradino” di difficoltà da superare, per il resto è una bella avventura rimettersi in gioco a 46 anni. 

 

Un’altra difficoltà iniziale è stato trovare una casa adatta. Il primo mese siamo stati in hotel e intanto abbiamo iniziato a cercare casa. Se però prima in un alloggio ci ha abitato una famiglia orientale, pensare di abitare in un ambiente con quell’odore, per giunta con la moquette,  no grazie! Poi siamo stati fortunati, il ragazzo dell’agenzia ha capito cosa cercavamo e con 510 dollari australiani a settimana abbiamo trovato casa: un alloggio nuovo, due camere, due bagni, un salone grosso, i primi ad entrare, vicino al centro olimpico, piscina e palestra vicino, il bus sotto casa, vediamo il fiume, bella zona, bella gente… siamo stati fortunati, è una zona tipo Collegno o Grugliasco, davvero una bella zona in prima cintura. in una posizione in cui c’è tutto. 

 

Trovata casa, lo step successivo è prendere la residenza, dopodiché se hai figli ti viene assegnata la scuola pubblica più vicina a te. Se non sei residente ma hai il visto lavorativo paghi la scuola 5000 dollari l’anno fino a quando non passi residente. Abbiamo guardato le varie scuole e poi scelto, c’è una graduatoria delle scuole e pare che quella di Asia sia al terzo posto delle scuole pubbliche.  

Come funziona con il pediatra e con il medico di famiglia?  

 

Non esistono. Ci sono vari centri medici convenzionati. C’è un accordo tra il governo italiano e quello australiano per la sanità. Come italiani, abbiamo i primi sei mesi di assistenza medica di base gratuita, una parte paga il governo australiano e una quello italiano, ma quando poi prendi la residenza devi avere un’assicurazione privata di affiancamento per la copertura delle spese mediche fino ad una certa cifra.  

 

Dopo i primi sei mesi non hai più la base, quindi se hai bisogno paghi la visita o la prescrizione. Non c’è l’obbligo di mantenere il medico come in Italia, c’è un centro medico ad ogni angolo e ed è aperto con orario continuato tutti i giorni. L’ospedale lo tieni per ultimo, prima passi dal centro medico sia per le visite che per gli esami. Ti danno lastre, analisi del sangue, qualunque cosa. Ad esempio, per una visita ortopedica alla caviglia ho pagato 47 dollari australiani. 

Come giudichi il costo della vita a Sydney? 


Proporzionato allo stipendio. Vivere lì non è economico: non mi sto arricchendo assolutamente. Però pago l’affitto, mangiamo, ci possiamo permettere il weekend fuori, la cena fuori ogni tanto... Ciò che è migliorata è la qualità della vita: vivo in un alloggio più grande di quello in cui vivevo qui, abbiamo fatto un giro in Nuova Zelanda, i weekend al mare… non ci manca niente, non mi sto arricchendo ma vivo bene.  

 

I vantaggi comunque sono soprattutto per i figli, e non parlo solo per l’inglese ma soprattutto per gli sbocchi. In Italia si sente continuamente di laureati che non trovano lavoro se non nei call center. In Austraila un laureato o diplomato trova un posto buono facilmente, questo perché c’è parecchio lavoro e cercano persone qualificate che attualmente prendono dall’estero. Manca il personale qualificato più o meno in tutti i settori, come si vede sul sito del governo australiano.  

 

E’ anche possibile cambiare lavoro senza paura di non riuscire più a trovarne un altro. Dove lavoro io, non so quante persone sono già andate via, la centralinista ad esempio s’è stufata e s’è licenziata, ma è normale. C’è un riciclo continuo di persone. Non sono abitudinari come noi: un mese, una settimana, due giorni, per loro è normale. Con il visto 457, gli stranieri hanno il vincolo di lavorare per due anni per lo stesso datore di lavoro prima di chiedere il visto permanente, ma una volta ottenuto, puoi tranquillamente andartene e cambiare… tutto ciò è normale. 

Come sono le città australiane? 

 

Sydney non è la vera Australia. Ci sono tanti stranieri, è una grande metropoli dove c’è gente di tutte le razze, come in tutte le grandi città tipo New York e Londra. Anche lì ci sono le solite zone problematiche, ma non è nulla di scioccante.  

 

Melbourne è molto più vivibile, più rilassante, c’è una grande comunità di italiani dove addirittura mettono i cartelli in italiano nei negozi. Un mio collega lavora nella concessionaria Harley di Perth, dice che fa caldissimo e ci sono gli squali, da noi a Sydney invece non fa particolarmente caldo e il cartello di avvistamento squali è stato messo una sola volta, comunque ci sono i guardaspiaggia che ti avvisano quando è meglio uscire dall’acqua, poi sta a te decidere se vuoi continuare a fare surf o uscire dall’acqua. 

Che consiglio ti senti di dare a chi intende trasferirsi in Australia?

Non sono tutte rose... ci sono anche le spine, quando ne becchi una ti ciucci il dito e vai avanti! Devi essere più che convinto e motivato, e uno a cui piacciono le sfide con tanta voglia di mettersi in gioco anche ad una certa età, altrimenti non riesci nemmeno a superare l'esame IELTS, figuriamoci a vivere in un paese meritocratico come l'Australia!

Francesca, per te, come mamma e moglie, quali sono state le difficoltà che hai dovuto affrontare?

La prima difficoltà è stata la lingua. Io sono mi sono trasferita proprio senza un minimo di inglese, il problema è che penso in italiano e traduco in inglese. Ma loro si fanno in quattro per capire e per capirti, ti correggono, sono molto disponibili. Imparare a capire le varie pronunce è difficile, ti giuro che a capire pronunce e accenti di varie nazionalità si fa una gran fatica. Però è anche vero che in quel modo, o impari o impari.  

Ti dico che a forza di andare in giro, mi sono talmente abituata che capisco più io di Augusto! Lui ha ormai la sua pronuncia, io invece vado a fare corsi gratis in biblioteca e ho scelto di andare a fare speaking con un gruppo in cui sono tutti cinesi, perché io voglio imparare tutto e ho detto se non imparo adesso non imparo più. Alla fine si tratta solo di allenamento e abitudine. 

La gente è molto affabile e ti aiuta, vivendo lì quotidianamente impari a conoscerla e ad apprezzarla. Ad esempio, dove abitiamo noi c’è una piazzetta dove ogni venerdì viene organizzato un barbecue per far conoscere le persone che sono andate ad abitare in quella zona. La prima volta siamo andati a prendere un panino e una birretta e… la gente ci ha avvicinato spontaneamente, sono venuti a presentarsi “Ciao io abito qui, voi siete appena arrivati?” Proprio per familiarizzare… qui a momenti non conosci il tuo vicino di pianerottolo! 

Secondo te, quali sono gli aspetti positivi della vita a Sydney? 

La gente si definisce una comunità. Vuole sostenersi a vicenda, capisce cosa si prova, sa cos’abbiamo passato noi che ci siamo trasferiti, la sofferenza e tutto. Anche le mamme a scuola, ma soprattutto i maestri, mi hanno aiutato tantissimo a sostenere soprattutto la bambina, che giustamente all’inizio ha avuto qualche problema. Asia è stata inserita in terza elementare, ora è in quarta e ha finito a pieni voti.

Prima di partire avevo letto testimonianze dei genitori e pensavo che mia figlia Asia non avrebbe avuto problemi ma non credevo fino a questo punto! Ha patito un po’ la lontananza dagli affetti, però non ti senti così lontano perché la vita a Sydney non si scosta così tanto dalla vita quotidiana a Torino.  

Quali differenze hai notato tra scuola italiana e scuola australiana?

Tantissime differenze. Il sistema educativo è completamente diverso. E’ tutto improntato sull’apprendimento attraverso il gioco. Sono sempre in gioco: ogni giorno mescolano i compagni in classe, e da quest’anno addirittura mescolano le classi e le maestre, così da dare la possibilità a tutti di conoscersi e imparare a stare insieme. Poi fanno tantissime attività diverse, mai noiose.  

In quarta, ad esempio, qui in Italia si studiano le materie come storia e geografia su libri noiosi. Là invece studiano su schede organizzate su argomenti diversi, ad esempio grammatica, matematica, e via dicendo; lavorano 10 minuti su un argomento, poi saltano ad un altro argomento che però riprende sempre il primo, da un altro punto di vista; ruotano così ogni 10 minuti su ogni argomento e fanno tanta ricerca su computer. In classe hanno 10 computer e una stampante e tutti i bambini hanno un Ipad fornito dalla scuola.  

I bambini divisi in gruppi e fanno ricerca continua. Ad esempio, l’altro giorno hanno fatto scienze, il corpo umano; iniziano facendo ricerca su internet dei bambini (la scuola è collegata solo a siti adatti per i bambini) e scelgono un argomento di loro interesse, ad esempio gli intestini. Ogni gruppo va a ricercare su internet l’argomento, lo prepara e alla fine si siedono tutti per terra sulla moquette raccontandosi cos’hanno scoperto e cos’hanno fatto, correggendosi tra di loro. Lavorano in gruppo e imparano a stare insieme studiando le materie. Questa cosa qui viene portata al di fuori: anche gli adulti lavorano in gruppo, è tutto in gruppo, è un sistema totalmente diverso dal nostro.  

Gli studenti vengono premiati per le loro fatiche: se non riescono a fare qualcosa, dicono loro di non preoccuparsi e non stressarsi e li convincono che prima o poi ce la faranno. E’ fantastico! Ti danno un bollino ogni volta che fai qualcosa di buono: esempio, 10 bollini per la divisa in ordine, e loro sono incentivati a comportarsi bene e ad essere ordinati, sotto forma di gioco.  

Nella scuola di mia figlia, in cui ci sono asilo ed elementari, entri al mattino e non senti bambini schiamazzare e urlare: passi davanti alle classi e le vedi piene di bambini ma tutti seduti e ordinati, senza una maestra che urla come qui! Asia era sbalordita all’inizio, le sembrava un sogno confronto all’Italia… Ora che è in quarta la stimolano ancora di più, ogni cosa tipo l’espansione delle frasi o i verbi vengono tutte prese da fonti reali: computer, riviste, internet… 

Ti dico che dopo quasi un anno e mezzo in Australia, torno in Italia in vacanza e non riesco più a concepire la vita della donna italiana… corre troppo, vive nello stress… a Sydney si lavora 8 ore ma con tranquillità, ci si gestisce diversamente, c’è meno pressione, si vive con più serenità. Mi dicono sempre “slowly”, calma… ti dico che chi si trasferisce in Australia ci rimane, più che altro per i figli. 

Asia, e tu cosa ci racconti, piccola? Ci parli della tua scuola?

Quando ci siamo trasferiti, io avevo fatto metà della terza elementare, che ho frequentato a Collegno. Quando sono arrivata là mi hanno messa nella stessa classe, in terza. Il primo giorno di scuola mi hanno presentato i compagni e le maestre, mi chiamavano “Asia” con la pronuncia inglese, e ho conosciuto subito una bambina australiana che mi ha aiutato tantissimo perché ha capito che non parlavo inglese e non capivo nulla. Ora riesco a capire tutti senza problemi.  

Quest’anno in quarta stiamo facendo più fatica tutt’e due ma ci diamo una mano a vicenda. Prima di partire siamo andate in piscina, a scuola facciamo tante feste a tema nel pomeriggio, dalle 5 alle 7, ad esempio con gli animali o la festa hawaiana, per stare tutti insieme.  

Al mattino entriamo, salutiamo i maestri e ci sediamo sul pavimento. Facciamo l’appello e poi andiamo sullo spelling: la maestra scrive delle parole sulla lavagna magnetica e noi le copiamo sul quaderno, ogni giorno 14 parole nuove. Poi facciamo matematica, dei calcoli sul libro, poi le misure di capacità, litri ecc, le figure geometriche. Le materie come storia e geografia si fanno in modo diverso rispetto all’Italia. Abbiamo studiato i pianeti e la storia dell’Australia su schede e fotocopie, non abbiamo libri ma lavoriamo tanto col computer.  

Facciamo tanti esperimenti, più esperimenti che scrittura. Abbiamo un iPad a testa, ce lo dà la scuola, e anche i quaderni non li devi comprare ma te li dà la scuola. Italiano non lo facciamo, ma mamma e papà mi fanno leggere, anche se faccio fatica a leggere e capire e qualche volta quando scrivo sbaglio, ad esempio scrivo ciao con l’h o la y.  

La scuola mi piace tanto, pensa che quando è finita ci siamo tutti messi a piangere… non vedo l’ora di riabbracciare i miei compagni e le maestre!   

L'Associazione IELTS PRIVATE TUTORING ringrazia Augusto, Francesca e Asia per aver rilasciato questa intervista e augura a tutta la famiglia un felice proseguimento dei loro progetti di vita e lavoro in Australia.


Dal nostro archivio Dicono di Noi, dicembre 2013:
Augusto lascia l'Italia alla volta dell'
Australia.
Così raccontava del suo esame IELTS...
 

augusto Augusto e la tua tutor Silvia,
alla festa di arrivo del visto per l'Australia, novembre 2013

Collegno, settembre 2013
Ciaooooo Santa Silvia....
ah ah ah hai fatto anche questa volta il miracolo....Listening 5.5 ; Reading 5.5 ,Writing.....udite udite 6.5......;Speaking un misero 5.0 ma và benissimo sono sempre più convinto che tu hai fatto la differenza rispetto ai corsi da me requentati antecedenti il tuo per prepararmi ai due precedenti esami IELTS.....non avrei mai potuto aspirare a tanto,Questa mattina quando sono andato a visualizzare il risultato ,ero straconvinto che avrei dovuto rifare il test.....avevo grossi dubbi sul Listening e sul Writing ,viste le mie lacune grammaticali,tantevvero che avevo già guardato quali erano le successive date d'esame....
Quando ho visto il risultato,non mi vergogno a dire che ho pianto dalla gioia....finalmente quel gradino che mi sembrava impossibile superare,era passato. Adesso inizio a vedere la discesa al mio percorso...adesso inizio a pensare a come fare le valige....
Condividi pure questa mail con chi vuoi,se vanno bene le cose che ti ho scritto e vuoi pubblicarle tu sul sito a me va benissimo....Per la partenza per l’Australia non ho ancora idea...ieri sono andato a Milano a prendermi il certificato per spedirlo immediatamente e velocizzare la pratica…
Grazie Silvia.....

Augusto

Dal Questionario Qualità post preparazione all'esame, fine 2013:


-Il pregio più grande del docente: Conosce molto bene quello che svolge,e dà l’impressione che le piaccia veramente molto perchè svolge il suo lavoro con molta dedizione


-Il suo difetto più grande: Inizialmente non conoscendola potrebbe sembrare a
ntipatica e altezzosa viste le sue capacità,molto schietta( se ti deve dire che non hai le carte in regola per affrontare l’IELTS non ci gira attorno),questo secondo me potrebbe far cambiare idea sul farsi preparare da lei 


-I tuoi commenti personali sul docente: Quello che ho scritto sopra riprende la mia storia...il
 primo incontro è stato un massacro...ma avevo visto lontano...sapevo che era l’insegnante che mi avrebbe permesso di superare il test.Io ho fatto due volte il test (purtroppo) prima di riuscire ad iscrivermi al suo corso,e sono andati male entrambi(dando ragione

all’insegnante)...il terzo ,dopo aver frequentato sia il corso intensivo di gruppo che anche lezioni individuali,il risultato è arrivato...e superiore alle mie aspettative.


-Il corso corrisponde all’idea che ti eri fatto di noi? Mi siete stati segnalati da un ex studente. Si corrisponde appieno,perchè per semplice che sia il sito ,ho avuto subito la sensazione di avere a che fare con persone serie e preparate,a differenza di moltissime altre scuole presenti nella mia città Torino
 


-Cosa pensi di aver imparato da questo corso? Ho sperimentato che anche studiando duramente ma senza metodo,magari il risultato prima o poi arriva...ma a che prezzo...!!!!


-Quali sono secondo te le “mancanze” di questo corso rispetto agli obiettivi che si prefigge? Non riesco a trovare

mancanze...nel momento che ho iniziato ho avuto tutto quello che mi serviva..comprese bacchettate sulle dita (scherzo) quando sbagliavo.... 


-Credi che il corso abbia un buon rapporto qualità/prezzo? Decisamente si,visto il materiale a me fornito;il fatto di avere a che fare con insegnanti che sanno veramente cos’è L’IELTS e non si improvvisano come fanno molti...Purtroppo l’ho sperimentato sulla mia pelle....prima del vostro corso ho frequentato un’altra scuola di quelle che si riempono la bocca con la parola IELTS e poi ne sanno veramente poco,e un pacchetto di 20 ore,che per carità a qualcosa sono servite,nel senso che ho fatto un ripasso generale ma di IELTS veramente poco,mi è costato una bella cifretta...
 


-Il pregio più grande del corso che hai seguito: Essere mirato all’ottenimento del risultato prefisso


-Il difetto più grande: Gli manca la bacchetta magica...poi è completo....

Grazie p.ssa Silvia......
Augusto B. R.

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